Mostra Personale
"La Fenice Inquieta"
Se vuoi leggere la descrizione dei miei quadri in esposizione,
scorri le immagini.
Aurelith
Porto addosso le tracce di ogni incendio che avrebbe dovuto consumarmi.
Non sono fatta per essere compresa al primo sguardo.
I miei colori confondono, i miei silenzi nascondono mondi e ciò che luccica sulla mia pelle non è ricchezza ma memoria.
Eresha
Cammino tra le rovine del silenzio con passi che non lasciano impronte.
Raccolgo la luce che gli altri abbandonano e la nascondo nelle pieghe dell'ombra.
Chi mi cerca trova un mistero. Chi mi comprende trova uno specchio.
Nammu
Non chiudo gli occhi per dormire.
Li chiudo per ascoltare.
Nelle profondità custodisco la memoria del mondo, ogni onda che tocca una riva porta ancora con sé un frammento della mia voce.
Auriel
Vivo nell'istante in cui la notte non è ancora finita e il giorno non è ancora nato.
Nessuno sa davvero dove appartengo.
Eirlys
Arrivo quando il freddo crede di aver vinto.
Apro finestre nel cielo grigio e semino luce tra le radici dimenticate.
Non sono fatta di sole, ma di rinascita.
E quando attraverso un'anima stanca, qualcosa dentro di lei ricomincia lentamente a fiorire.
Tiamat
Non sono fatta di ordine. Sono la corrente antica che scorre sotto ogni ordine.
Per questo muta il mio volto, per questo cambiano i miei colori.
Nessuna forma può contenermi a lungo.
L'origine non ha un volto solo.
Chimera
Ho smesso da tempo di scegliere quale parte di me mostrare al mondo.
Le porto tutte.
Le ombre, la luce, le cicatrici e le ali invisibili.
Non sono ciò che il mondo si aspetta.
Sono ciò che accade quando l'impossibile smette di chiedere il permesso di esistere.
Anait
Per ere ho abitato dietro il velo delle cose.
L'oro ha custodito il mio volto, il colore ha confuso le mie tracce e il tempo ha cercato di cancellare il mio nome.
Poi una fessura si è aperta.
E ciò che era nascosto ha guardato il mondo per la prima volta.
Ninmah
Antica come il fuoco, paziente come la pietra.
Nei miei occhi arde la memoria della prima fiamma.
Sulle mie labbra riposa il nome perduto delle cose.
Iskara
Mi chiamano Iskara.
Nei miei occhi bruciano antiche costellazioni e sulle mie labbra riposa il silenzio degli abissi.
Chi mi incontra porta via una domanda, mai una risposta.
Nyzara
Ho attraversato la dimora della polvere e ho camminato tra i nomi dimenticati.
Ho visto il volto del silenzio e ascoltato il respiro degli abissi.
Nulla può più intimorirmi.